Museo San Procolo
Viaggio nel tempo a Naturno
Museo San Procolo
Il Museo San Procolo è stato aperto nel 2006 come aggiunta alla chiesa di San Procolo. Il percorso museale si snoda attraverso le epoche della tarda antichità, dell' alto e del basso Medioevo e del drammatico periodo della Guerra dei Trent'anni, segnato da una devastante epidemia di febbre petecchiale. Brevi filmati e reperti archeologici di Naturno illustrano l’epoca. Le tombe del periodo del tifo del XVII secolo mostrano chiaramente la ferocia con cui la malattia è scoppiata sulla popolazione locale e ha devastato intere aree del paese. La sezione antropologica del museo è dedicata allo studio delle ossa e a ciò che ci dicono sulle condizioni di vita della gente. Inoltre, il museo contiene gli affreschi gotici rimossi della chiesa di San Procolo.

La chiesa di San Procolo e il Museo San Procolo formano così un'unità e insieme danno vita a 1500 anni di storia a Naturno.

 
Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, la Chiesetta di San Procolo e il Museo hanno attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19.

Come si accede alla chiesetta e al Museo:

• l'accesso è contingentato. È previsto un numero massimo di ingresso di 8 persone alla chiesa; vi preghiamo pertanto di avere pazienza se vi fossero tempi di attesa da rispettare. Il numero massimo di ingresso al museo è di 25 persone
• l’accesso al museo avverrà osservando il necessario distanziamento interpersonale di almeno 1,0 metro. Alla biglietteria si accede una sola persona per volta; gli altri visitatori sono pregati di attendere in coda mantenendo la distanza di sicurezza

Regole di condotta per la visita:
• durante la visita, per l'intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1,0 metro, evitando affollamenti
• l'uso della mascherina di comunità o chirurgica è obbligatorio, anche per i bambini di età superiore a 6 anni
• utilizzo del gel detergente per le mani messo a disposizione all’ingresso del Museo