La storia del Kränzelhof, tuttavia, è molto più antica. Il vecchio maso, risalente al XIV secolo, è gestito dalla famiglia von Pfeil dal 1968. Dal 1981 il giovane viticoltore Franz inizia a produrre vini affinati in botti di rovere, cifra stilistica che ancora oggi contraddistingue i suoi vini. Inizialmente nella sua piccola azienda coltiva anche mele, ma von Pfeil preferisce concentrarsi su un’unica cultura, quella del vino, più artigianale e creativa. Nel 1986 l’antico mulino viene trasformato nella taverna da cui nasce nel 2011 l’attuale Ristorante Miil, con la cucina di Othmar Raich, a cui si affianca il bistrot Essbar: due luoghi dedicati alla ristorazione creativa, territoriale, stagionale e biologica. Il Kränzelhof è quindi un luogo dove si uniscono molteplici anime votate all’accoglienza e al buon vivere, dalla viticoltura alla ristorazione, dall’arte in natura alla sapiente cultura dei giardini. Storicamente, i giardini sono luoghi in cui la natura viene esaltata nella sua bellezza: spazi in cui la vegetazione è modellata dalla fantasia e dalla creatività umana secondo precise idee estetiche e culturali. Basti pensare ai giardini all’italiana, nati nel Rinascimento, caratterizzati da ordine e simmetria, dove la natura è controllata ed esprime armonia e razionalità. Diverso è il caso dei giardini all’inglese, sviluppatisi nel Settecento, in cui la natura appare più libera e spontanea, con percorsi irregolari e paesaggi capaci di suscitare emozione e contemplazione. È proprio a questi iconici “tesori verdi” tipicamente inglesi che, da vent’anni a questa parte si sono ispirati i Giardini Kränzelhof.
“Tutti questi anni sono volati, ma ogni giorno è un nuovo inizio – racconta Franz von Pfeil – il nostro desiderio è quello di sorprendere, emozionare e
creare gioia ogni volta che qualcuno entra qui”. “Ogni attimo è diverso dal precedente – sottolinea – alberi, prati e installazioni insieme diventano
delle sculture viventi, che cambiano con la luce e le stagioni.
Gli artisti con le loro creazioni sono parte del giardino, e i visitatori, immersi in questo ambiente hanno modo di percepire le emozioni che le loro opere comunicano in modo più libero”. A differenza di una galleria dove l’arte può apparire distante, troppo intellettuale e respingente, qui la bellezza trova una
dimensione spontanea per esprimersi, sorprendendo, risvegliando i sensi e permettendo alle persone di entrare in contatto con le proprie emozioni. Ognuno può trovare un angolo del cuore dove sostare o identificare un tragitto preferito, tra luci e ombre, vegetazione fitta e spazi aperti.