A sud-ovest di Foiana si innalzano, fino a quasi 1.700 metri di altitudine, diversi monti coperti di boschi che conducono al Passo di Foiana: il Kreuzberg, il Monte Gioco e il Gallberg. Da questa vasta area forestale di oltre 400 ettari i contadini di Foiana ricavavano in passato legna da ardere, da costruzione, per la cucina e per le recinzioni. Alcune superfici sono rimaste proprietà collettiva dei 41 masi di Foiana fino al XIX secolo. Altri boschi sono stati invece suddivisi periodicamente in strisce di terreno e poi assegnati a sorte tra i masi.
Dopo l’abbattimento e la sramatura in primavera, i tronchi venivano scortecciati per ridurre l’attacco dei parassiti e accelerarne l’essiccazione. In questo modo diminuiva anche il peso e il tronco liscio poteva essere trasportato più facilmente a valle. Il trasporto avveniva in inverno, quando il terreno era gelato: i tronchi scivolavano lungo canaloni innevati e ghiacciati verso il paese, dove nei pressi del Nagelehof si trovava un’area di deposito. Quando nel 1953 un commerciante di legname costruì una teleferica per il trasporto del legno dai masi del Gall fino al Nagelehof, questo sistema di discesa dei tronchi cessò di essere utilizzato.
Quando venivano effettuati tagli in più strisce di bosco o anche in foreste private, era necessario assegnare ogni tronco al suo proprietario. Qui entravano in gioco i marchi del legno: ogni maso possedeva il proprio segno distintivo, che il boscaiolo incideva sul lato più spesso del tronco, leggermente distante dall’estremità, dopo averlo scortecciato. Ad esempio, una “T” per il maso Tribus Wiesgut, “WI” per Wieser Gasser, “MT” per Mair am Turm. Non tutti i segni, però, contenevano le iniziali del nome del maso o della famiglia: molti erano semplici forme geometriche. È probabile che risalgano già al XVIII secolo, poiché la prima suddivisione del bosco avvenne nel 1710.
Se durante il trasporto il marchio diventava illeggibile, il tronco veniva accatastato separatamente. Prima della misurazione del legname e della vendita al commerciante – oppure della distribuzione ai masi – quel mucchio veniva poi suddiviso percentualmente in base alla quantità di legno tagliata da ciascun maso. A partire dagli anni Sessanta, con la costruzione di strade forestali e vie di esbosco e con l’introduzione della misurazione del legno direttamente sul ceppo, questi marchi caddero gradualmente in disuso.
Qualche anno fa Josef Tribus, del maso Wiesgut di Foiana, ha inciso questi “codici a linee” in spesse tavole di legno, aggiungendo i nomi dei masi. Il boscaiolo Josef Margesin, anche lui di Foiana, ricordava ancora 31 di questi segni. Oggi sono esposti nel Museo contadino a Foiana, per preservarli e trasmetterli alle generazioni future.