Collegiata di San Candido

La Collegiata di San Candido è, sotto molti aspetti, un gioiello tra le chiese romaniche della regione alpina. Situata ai piedi delle Dolomiti, questo edificio sacro non è solo una tra le più belle, ma anche la più grande chiesa romanica del Tirolo e di tutte le Alpi orientali.
La costruzione iniziò nel 770, una piccola chiesa carolingia, parte del monastero benedettino fondato dal duca bavarese Tassilo III, ancora oggi visibile come cripta, come chiesa nella chiesa. 370 anni dopo il monastero fu convertito in collegiata e iniziò la costruzione della grande chiesa della collegiata, ultimata nel 1284, consacrata il 16 ottobre. Più tardi a ovest vennero aggiunte la torre, la cappella di entrata gotica a due piani e la capella laterale tardogotica, per giungere al completamento di questo imponente baluardo della fede.

Il simbolismo dell’edificio sacro
La chiesa a tre navate mostra gli stilemi dell’architettura e dell’arte tipica del mondo romanico. Il suo simbolismo è un’espressione della profonda religiosità dell’uomo medievale, per il quale tutto ciò che era mondano era solo un sogno, mentre nel divino e nel trascendentale si ritrovava un’immagine reale del mondo eterno. Come la struttura esterna, anche quella interna è determinata da una possente muratura.
Un’eccezionale esempio di scultura romanica è il portale sud. Il rilievo sull’arco rappresenta Cristo come giudice del mondo, incorniciato dai simboli degli evangelisti. L’affresco della cupola, che racconta la storia della creazione, si può fregiare anche del fatto di essere il più grande affresco monumentale conservato della pittura romanica. Di interesse storico-artistico è l’autoritratto del pittore, rappresentato come un uomo incappucciato.

IL GRUPPO DELLA CROCIFISSIONE
Il gruppo ligneo della Crocifissione di San Candido è una delle creazioni più importanti della scultura alto-medievale. È l’opera di un maestro attivo nella metà del XIII secolo. Quest’opera di inestimabile valore è una raffigurazione oggi molto rara di Gesù. Essa mostra Gesù come il Figlio di Dio risorto e raggiante vincitore sulla sofferenza, la morte e l’incredulità (si noti la testa di mongolo su cui poggiano i piedi del Salvatore) e non la raffigurazione di un Gesù martirizzato e sofferente, che ci è familiare soprattutto dal tardo Medioevo. Il giudizio: un’opera d’arte unica del suo tempo.

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Buchteln

Deliziosi dolcetti di pasta lievitata con ripieno di marmellata di albicocche fatta in casa

30 Min
Preparazione
25 Min
Cottura
Ingredienti
Per 6 persone

500 g di farina 00
25 g di lievito di birra
2 uova
200 ml di latte
150 g di burro
80 g di zucchero
1 pizzico di sale
2 cucchiai di rum
Scorza di 1 limone
Burro fuso
Marmellata di albicocche fatta in casa
Preparazione
Sciogliere il lievito nel latte caldo ed aggiungere la farina, il burro ammorbidito, le uova, lo zucchero, il sale, il rum e la scorza di limone amalgamando il tutto in una grande scodella. Far riposare a temperatura ambiente per circa 2-3 ore, coperto con uno strofinaccio.
Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume, lavorarlo bene con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Stendere l'impasto con il mattarello, ricavare dei dischetti con l’aiuto di un coppapasta e porre al centro di ognuno di essi un mucchietto di marmellata. Richiudere per bene e disporre in una teglia da forno imburrata con la chiusura rivolta verso il basso, uno attaccato all’altro. Spennellare con del burro fuso e far riposare per circa 30 – 45 minuti.
Mettere in forno una scodella d'acqua e cuocere i Buchteln a 180°. Quando sono ben dorati, cospargere di zucchero a velo e servire leggermente caldi.

CONSIGLIO: i Buchteln si accompagnano meravigliosamente al gelato alla vaniglia oppure alla salsa alla vaniglia.
Una ricetta di: Associazione turistica Parcines
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