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Festa dell'Uva
Tradizione in movimento
Festa dell'Uva
Rappresentazioni della tradizione, specialità della cucina altoatesina, buon vino e tanta musica. È la Festa dell’Uva, espressione dell'autunno e delle sue delizie, ma anche della storia locale celebrata con allegria.

Nessuna manifestazione può vantare radici così profonde nella vita della città come questa festa di carattere popolare. Allo stesso tempo l’Azienda di Soggiorno, che ne cura l’organizzazione, ad ogni edizione apporta alcune novità, pur nel pieno rispetto per lo spirito dell’evento, fatto di quella genuinità e quella autenticità che ne hanno decretato la fortuna. Senza naturalmente rinunciare alle “colonne” dell’evento: le saporite specialità gastronomiche sudtirolesi, il buon vino, la musica popolare (anche in versione sperimentale) e il fruttato aperitivo "Uwo".

La prima edizione della Festa dell'Uva risale al 1886. La paternità dell'idea di celebrare l'autunno meranese rendendo omaggio all'uva in occasione della vendemmia va ascritta allo scrittore Karl Wolf e all'allora presidente dell'Azienda di Cura e Soggiorno, Wilhelm von Pernwerth. Ieri come oggi, è una delle occasioni principali del calendario di eventi cittadini. Dal 2007 la manifestazione si articola su tre giornate.
Alcune impressioni della Festa dell'Uva
Il grande corteo di domenica

Momento culminante della Festa dell'Uva

Il grande corteo è l’indiscusso momento culminante della Festa dell’Uva. I partecipanti alla sfilata, istituzioni e associazioni, cominciano diversi giorni prima a prepararsi con profondo impegno, passione e amore per ogni dettaglio. La maggior parte dei carri rappresenta tradizioni e usanze che alla Festa dell’Uva vengono celebrate con particolare orgoglio, ma ad essi di anno in anno si aggiungono nuovi affascinanti “compagni”.

La notorietà di alcuni carri allegorici ha da tempo valicato i confini dell’Alto Adige: per esempio il cosiddetto “Kundschafter” dei giovani agricoltori di Lagundo con i suoi 300 chilogrammi di grappoli o la “Corona di mele” di Marlengo, che prese parte alla manifestazione per la prima volta nel 1949. Espressive sono anche la vettura degli Schützen recante la scritta “Südtirol - Die Wiege Tirols” (Sudtirolo - La culla del Tirolo) e quella con lo stemma della città di Merano.
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Due bandiere del grande corteo domenicale: il carro allegorico "Corona delle mele" di Marlengo (a sinistra) e il cosiddetto “Kundschafter” con i suoi 300 chilogrammi di grappoli